Chi siamo

Siamo un gruppo di esperti e pedagogisti di diversi paesi del mondo che credono nella libertà della pedagogia e nel valore universale della scuola. Il diritto del bambino al rispetto è uno dei nostri pilastri e dedichiamo il nostro lavoro alla figura del pedagogista polacco Janucz Korczak

Attività del Centro di Ricerca

Il centro di ricerca nasce con l’intento di pubblicare libri di pedagogia gratuitamente per portare la pedagogia a tutti.

I principi delle pedagogie attive

Le pedagogie attive (o “attivismo pedagogico”) nascono tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, ribaltando completamente il modello d’insegnamento tradizionale. Se la scuola classica vedeva il maestro al centro e l’alunno come un “vaso vuoto da riempire”, l’attivismo compie una vera e propria rivoluzione copernicana: il bambino diventa il vero protagonista del suo percorso di apprendimento.

I padri fondatori di questo approccio — come John Dewey, Maria Montessori, Ovide Decroly e Célestin Freinet — hanno identificato alcuni pilastri fondamentali che guidano l’educazione attiva.

I Principi Cardine

1. Puerocentrismo

Il bambino è il Sole attorno a cui ruota l’azione educativa. Non si guarda più ai programmi ministeriali come a un dogma rigido, ma si parte dai bisogni, dagli interessi e dai ritmi di sviluppo del singolo alunno.

2. Imparare facendo (Learning by doing)

L’apprendimento non avviene per ricezione passiva di nozioni, ma attraverso l’azione diretta. Il cervello umano impara meglio quando è impegnato a risolvere un problema reale, a costruire un oggetto o a fare un esperimento. L’errore non è un fallimento da punire, ma un passaggio fondamentale dello sperperimento e della scoperta.

3. Valorizzazione del fare e dell’interesse

L’insegnamento non deve essere imposto. Un bambino impara davvero solo se è motivato da un reale interesse. Il compito dell’educatore è quello di stimolare questa curiosità innata creando contesti e sfide stimolanti, agganciati alla vita quotidiana.

4. Ambiente educativo come “terzo educatore”

L’aula non è più un luogo rigido con i banchi allineati verso la cattedra. Diventa un laboratorio flessibile, un ambiente strutturato a misura di bambino (basti pensare ai materiali scientificamente studiati da Maria Montessori) che invita all’esplorazione autonoma e alla collaborazione.

5. Socializzazione e Cooperazione

La scuola non è solo un luogo di istruzione, ma una comunità in miniatura. Le pedagogie attive incentivano il lavoro di gruppo, la co-progettazione e l’aiuto reciproco (come la stamperia scolastica o il testo libero di Freinet). Si impara a vivere in democrazia collaborando con gli altri.

Il nuovo ruolo dell’insegnante: Nelle pedagogie attive il docente si spoglia del ruolo di “trasmettitore di sapere” e diventa una guida, un facilitatore e un osservatore. Non anticipa le soluzioni, ma organizza l’ambiente e pone le domande giuste per fare in modo che gli alunni ci arrivino da soli.

I nostri obiettivi

  • Pubblicare articoli e libri sulla pedagogia attiva per i bambini
  • Diffondere le idee pedagogiche di Janus Korczak
  • Organizzare eventi pubblici
  • Sperimentare le sue idee pedagogiche

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